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Palazzo Citterio, verso la Grande Brera - a cura di Antonella Ranaldi, Paolo Savio, Annamaria Terafina - Skira

Palazzo Citterio, verso la Grande Brera

a cura di Antonella Ranaldi, Paolo Savio, Annamaria Terafina

Skira (Milano), 2018

Pp. 120, € 22,00

Palazzo Citterio fu acquistato dallo Stato nel 1972 con lo scopo di realizzare a Milano l'ampliamento della vicina Pinacoteca di Brera. Il suo recupero, trascinatosi dagli anni '70, con incertezze, opposizioni, cause legali, imprevisti tecnici, difficoltà finanziarie è stato molto complesso. Questo volume, che segue una precedente pubblicazione sempre di Skira, del 2014, ne racconta l'intera vicenda, forse oggi da considerarsi conclusa, con scritti dei Sovrintendenti che hanno condiviso le responsabilità attuative e di altri protagonisti della disciplina del restauro architettonico. Espone i numerosi interventi che hanno contribuito alla sua rinascita, dal primo progetto di Ortelli e Sianesi, alla proposta di James Stirling; alle recenti realizzazioni di Amerigo Restucci; alla collina di Ermes e al "muro longobardo" di Mimmo Paladino. Segue una raccolta di fotografie che ne descrivono "l'antefatto" - 1975-1995; i lavori, i risultati, illustrando la molteplicità di situazioni ove si è intervenuti: le facciate, le sale, il giardino, la scala interna; le strutture, i pavimenti, i congegni impiantistici. La sorprendente assenza di un rilievo planimetrico, che consenta al lettore di comprendere la sua tipologia, l'eleganza del suo impianto settecentesco e di localizzare gli interventi effettuati, è da considerarsi una mancanza fondamentale. Infatti il libro, curato dall'attuale dirigente e da funzionari della Sovrintendenza di Milano, pur proponendosi fondamentalmente quale strumento celebrativo di un risultato raggiunto con fatica, è in realtà ben di più: un libro di architettura che descrive ed è esempio di dettagli artistici, tecnologici e burocratici sul recupero di un'opera monumentale, funzionale al rilancio di una primaria istituzione museale italiana (RG).

 

 

Architettura dell'Eclettismo. Esiste un eclettismo contemporaneo? Moderno e Postmoderno - a cura di Stefano Santini e Loretta Mozzoni - Liguori

Architettura dell'Eclettismo. Esiste un eclettismo contemporaneo? Moderno e Postmoderno

a cura di Stefano Santini e Loretta Mozzoni

Liguori Editore (Napoli), 2018

Pp. 356, €24,64

Questa pubblicazione riporta gli atti del 16° convegno di architettura dell’eclettismo, tenutosi a Jesi nel 2013, a cura di Stefano Santini (Facoltà di Ingegneria di Ancona) e di Loretta Mozzoni (Pinacoteca e Musei civici di Jesi). I libri di questa collana, riferiti a un tema solo apparentemente ristretto, dimostrano come la storia dell'architettura possa essere validamente e sinteticamente analizzata in tanti suoi aspetti. In questa occasione, Luciano Patetta apre la serie dei tredici contributi, parlando anche di distinzione e gusto, di carattere soggettivo dei giudizi e delle scelte architettoniche; definendo quel considerare le varietà dell'Eclettismo una vera novità per la progettualità costruttiva e, in questo senso, rilevando l'importanza assunta dalla stampa, nel dibattito architettonico. Di seguito si riflette sulle riviste di architettura degli anni venti e trenta (Giovanna d´Amia); sull'eclettismo e la modernità dei maestri del '900 (Raffaella Neri), su Futurismo (Mauro Cozzi) e Neoliberty (Guido Montanari); su Gabetti e sulla sua rilettura dell'800 (Rosa Tamborrino); su Carlo Aymonino e sulla sua Camera di Commercio di Carrara (Lorenzo Ciccarelli); sull'eclettismo virtuoso dell´architettura italiana del dopoguerra (Enrico Bordogna); su Aldo Rossi (Chiara Visentin), Alvar Aalto (Fabio Mangone), Robert Venturi (Andrea Maglio); sull'ideologia eterodossa del postmoderno (Fiorella Vanini); sull'architettura danese di Hanning Larsen (Giulio Petti). Va segnalata inoltre l'iniziativa di questa casa editrice napoletana, che inaugura, sul suo sito www.liguori.it, la funzione "cerca nel libro", una risorsa che consente di interrogare e di ottenere l'esatta collocazione di un termine presente in un suo documento (RG).