Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino - XXIX edizione, 2018

I CéideFields

Ballycastle, contea di Mayo, Irlanda

 Premio Scarpa 2018 mappa01 Ordnance Survey Ireland Touring Map2014 Premio Scarpa 2018 mappa04 Il reticolato dei muretti dei campi dell'area di Céide Fields Seamas Caulfield

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso l’assegnazione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 a uno dei luoghi più suggestivi e storicamente preziosi dell’intera Irlanda se non del continente europeo, la piana dei CéideFields (letteralmente i “campi della collina dalla cima piatta”), nei pressi di Ballycastle, piccolo villaggio sulla costa settentrionale della contea di Mayo. Altissime scogliere–CéideCliffs preservano questo antichissimo mondo dall’oceano Atlantico. Qui, ai primordi della storia, prima che in Egitto venissero innalzate le piramidi, giunse e si insediò una comunità che in qualche modo sostituì a un’immensa foresta un complesso sistema di campi coltivati, delimitati e protetti da muretti in pietra, affiancati da villaggi. Qui, 5.500 anni fa, già prosperava una pacifica comunità ben organizzata, specialmente di agricoltori, che si impegnava collettivamente a disboscare la zona e a dividersi poi i terreni, strutturandoli in un sistema di campi regolari. Ciascuno delimitato da un muretto di pietre. La principale forma di sostentamento era l’allevamento, ma i residenti erano anche abili costruttori di barche, sapendo lavorare alla perfezione sia il legno che la pietra. Una società che possedeva già precise credenze mistiche e spirituali e che consegnava i propri defunti alla terra, inumandoli in tombe ben protette. Prosperità e declino di questo amplissimo territorio sono legati a cambiamenti climatici, all’apparenza trascurabili: due gradi di abbassamento della temperatura, appena. Sufficiente a cambiare il mondo dei CéideFields. Il regredire della foresta, che permette di conquistare sempre più terra fertile all’agricoltura, se garantì benessere per molto tempo, alla lunga significò morte. Le piogge cominciarono a dilavare una terra non più protetta dalle foreste, a renderla acida. Così quello che era un magnifico ambiente di vita, divenne una terra inospitale e insidiosa, progressivamente coperta dal lento formarsi della torba.

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Così, di una delle più antiche civiltà del continente europeo non rimase apparentemente traccia. Prati, erbe palustri, eriche e muschi e licheni cancellarono ogni evidenza di un’area che era stata importante e prospera. Su di essa maturò l’immensa distesa delle torbiere. Ed è stato proprio scavando la torba per il riscaldamento di casa, che un maestro elementare del posto, Patrick Caulfield, negli anni trenta del secolo scorso, ebbe a cozzare contro le pietre del sottosuolo. Dal loro perfetto allineamento intuì non potersi trattare di presenze casuali. Conficcando una sonda nella torba cominciò a rilevare muretti e altri resti. Ma solo quarant’anni più tardi, negli anni settanta, quella sua intuizione si trasformò in una delle più sorprendenti scoperte archeologiche del secolo. Grazie agli scavi dell'archeologo, figlio di quel maestro e delle generazioni successive. Ciò che quelle ricerche, che continuano tutt’ora, rivelarono fu un enorme sistema di campi, abitazioni e tombe coperto e preservato per millenni dagli strati di torba. Si tratta di un paesaggio agrario del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese. Quest’ultima, assieme al proprio maestro, l’archeologo Seamas Caulfield, figlio dello scopritore, rappresenta un segno tangibile di una dedizione e di una cura responsabile del luogo, che va oltre il lavoro specifico dell’archeologo e ci parla del rapporto tra le testimonianze rinvenute, la pastorizia e le buone pratiche nel campo del turismo, e soprattutto, ancora una volta lungo le ricerche del Premio Carlo Scarpa, della relazione tra persone e luoghi “estremi”, sul bordo di un’isola al margine di un continente ma al centro della storia di lunga durata del nostro pianeta.

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La campagna di attenzioni del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 ha inizio a Treviso venerdì 23 marzo, con l’apertura di una mostra fotografica e documentaria dedicata al luogo designato e al paesaggio irlandese, e con la conferenza di Gretta Byrne e Seamas Caulfield su Il paesaggio irlandese attraverso lo sguardo dell’archeologia, nell’auditorium della Fondazione Benetton, alle ore 18. La giornata pubblica più importante è in programma sabato 12 maggio, quando si svolgeranno, a Treviso, un convegno internazionale di approfondimento, la cerimonia pubblica del Premio con la presentazione del film documentario e del volume collettivo dedicati dalla Fondazione a CéideFields e con la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa (1906-1978), simbolo del Premio. Quest’anno, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton ha deciso di consegnare questo sigillo all’archeologa Gretta Byrne, responsabile del complesso archeologico di CéideFields. Questo Premio è espressione di un sentimento di vicinanza e sostegno a tutte quelle figure che in questo luogo testimoniano con il proprio lavoro, l’importanza di un bene collettivo ricco di significati e insegnamenti.

Iniziativa culturale con il patrocinio di: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione del Veneto, Città di Treviso

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didascalie

01_Céide Fields - CéideFields, un tratto di muro rinvenuto lungo il percorso di visita. Al margine, i segni del taglio della torba con la copertura di erica in fiore. Fotografia di Andrea Rizza Goldsteinper FBSR, agosto 2017.

02_Céide Fields - CéideFields, una delle passerelle in legno che scorrono lungo i muretti rinvenuti dallo scavo. Sullo sfondo, la sagoma piramidale del centro visitatori e l’orizzonte dell’oceano con, a est, il promontorio di Downpatrick Head. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR,agosto 2017.

03_Seamas Caulfield e Gretta Byrne - Gli archeologi Seamas Caulfield e Gretta Byrne spiegano l’uso della sonda metallica per indagare la presenza di muretti sotto lo strato di torba. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

07_Céide Fields, vegetazione estiva sui campi accanto al sito - archeologico, e l’edificio del centro visitatori. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, agosto 2017.

09_un tratto di muro - Un tratto di muro rinvenuto sotto la torba, appartenente al reticolo dei CéideFields. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

10_avvio del percorso di visita - CéideFields, l’avvio del percorso di visita al sito visto dalla lanterna sulla copertura del centro visitatori. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

13_esemplare di un pino - CéideFields, esemplare di un pino di oltre 4.500 anni rinvenuto sotto la torba negli scavi di Belderrig e collocato al centro dell’edificio realizzato 25 anni fa per i visitatori del sito. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

14_Declan Caulfield - DeclanCaulfield nell’atto di scavare un banco di torba nell’area archeologica a monte del villaggio di Belderrig. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

15_centro visitatori_CéideFields - Pannello dimostrativo del rapporto tra i muretti neolitici, i resti degli alberi e lo strato di torba esistente, nel centro visitatori di CéideFields. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR.

16_campi di torba e trincee di scavo - Il paesaggio dei campi di torba velati dalla nevicata, con il segno delle linee parallele delle trincee di scavo. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

18_Belderrig-archeologo Seamas Caulfield - Belderrig, l’archeologo Seamas Caulfield nell’atto di mostrare la tecnica di indagine archeologica con l’uso di sonde metalliche. Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.

19_Rathlackan-archeologa Gretta Byrne - La tomba a corte di Rathlackan, con l’archeologa Gretta Byrne nel recinto antistante l’ingresso alle camere tombali.Fotografia di Andrea Rizza Goldstein per FBSR, gennaio 2018.