Ricostruzioni - Architettura, città e paesaggio nell’epoca delle distruzioni

30 novembre 2018 – 10 febbraio 2019

La Triennale di Milano - Viale Alemagna 6 - Milano

A cura di Alberto Ferlenga e Nina Bassoli, con Claudia Gallo e Jacopo Galli

Progetto di allestimento: Filippo Orsini - Progetto grafico: Origoni Steiner architetti associati

Terreal SanMarco è sponsor tecnico della mostra

La mostra racconta il fenomeno della ricostruzione di territori e città che, a seguito di eventi catastrofici quali guerre, terrorismo, terremoti e dissesti ambientali, si pone ormai come pratica costante. Le stesse cittá presentano aree degradate dove il tema della ricostruzione diviene un tema chiave dell’architettura e dell'urbanistica. Le pratiche di ricostruzione hanno fornito un eccezionale patrimonio di esperienze tecniche e culturali relative alie nuove modalitá dell'abitare, alla salvaguardia dei monumenti, alla conservazione delle identitá urbane e territoriali e, piü recentemente, all'adeguamento alle mutate condizioni climatiche. La mostra presenta quindi una panoramica di progetti come occasioni di riflessione sulle prospettive future di un’azione che sempre più  coinvolgerà l’azione dei governi e la cultura degli architetti. Guardare ai casi virtuosi in cui la Ricostruzione é stata perseguita come occasione di miglioramento significa contribuiré a costruire una cultura che sappia andare oltre l'emergenza e tornare a immaginare il futuro. Terreal SanMarco, in qualità di sponsor tecnico, ha realizzato una parte del Padiglione della mostra KM0, nel quale sono esposti prototipi di elementi prefabbricati in laterizio tradizionale rinforzati con elementi metallici. II sistema rappresenta una sperimentazione per interventi di ricostruzione con riduzione del rischio sismico. Per motivi logistici, alla Triennale viene esposto un mock up parziale del Padiglione, visitabile invece per intero presso lo stabilimento Terreal SanMarco di Noale (Venezia) dove i moduli in laterizio sono stati prodotti ed assemblati dal persinale interno.

"dettaglio mock up"

progetto esecutivo di "Babau Bureau + Arch. Javier Corvalan + Ing. Arch. Paolo Faccio"

   

"modello mock up"

progetto preliminare elaborato durante il workshop organizzato dall' Università Iuav di Venezia:

Arch. Javier Corvalan, Ing. Arch. Paolo Faccio (professori); Arch. Marco Ballarin, Simone Cadamuro (collaboratori);

Gloria Binato, Teuta Dalipi e Giacomo Pelizzari (studenti).

   

La mostra affronta in modo inedito un tema chiave dell’architettura e dell’urbanistica di grande attualità: quello della ricostruzione. Le pratiche di ricostruzione, oltre a rappresentare momenti fondamentali di riflessione sul futuro delle città, hanno fornito un eccezionale patrimonio di esperienze tecniche e culturali relative alle nuove modalità dell’abitare, alla salvaguardia dei monumenti, alla conservazione delle identità urbane e territoriali, al rapporto tra ambiente costruito e paesaggio e, più recentemente, all’adeguamento alle mutate condizioni climatiche. L’esposizione riunisce progetti appartenenti a tempi e luoghi diversi, sviluppando una riflessione sulle prospettive future che, dal Medio Oriente alle Americhe, coinvolge l’azione dei governi e la cultura degli architetti. Il tema della ricostruzione è dunque centrale e affrontarlo adeguatamente richiede, rispetto al passato, una cultura aggiornata che permetta di fronteggiare la varietà in cui oggi la distruzione si presenta. Guardare ai casi virtuosi in cui la ricostruzione è stata perseguita come occasione di miglioramento significa contribuire a costruire questa cultura che sappia andare oltre l’emergenza e tornare ad immaginare il futuro. La mostra vuole mettere in luce sia le pratiche e le culture della ricostruzione in Italia, sollevando anche una lettura critica sulle azioni legate anche al postcatastrofe, sia alcuni casi internazionali. Attraverso centinaia di documenti storici, come immagini di cronaca e fotografie di grandi autori, frammenti di film e documentari, e più di cinquanta disegni e modelli originali, i singoli casi italiani e stranieri saranno presentati come esperienze specifiche, legate inevitabilmente ognuna alla sua singolarità spaziotemporale, di cui tuttavia si potranno intendere le grandi questioni comuni con rimandi, assonanze, contrasti e contraddizioni. L’allestimento, contraddistinto dall’uso di materiali e strutture tipiche dei cantieri e delle opere provvisionali emergenziali, introduce il visitatore in un ambiente immersivo e continuo con il racconto dei principali casi italiani – dopoguerra, Vajont, Belice, Friuli, Irpinia, Pozzuoli, Umbria e Abruzzo – intervallato da isole tematiche che ospitano i focus dei casi esteri – Germania, Inghilterra, Francia, Grecia, Macedonia, Portogallo, Cile, Giappone e da alcune sperimentazioni tecnologico-architettoniche a scala reale. Un particolare approfondimento sul caso della Siria – affrontato da un lato alla scala dell’immensa devastazione territoriale, dall’altro a quella più minuta degli insediamenti e di alcune proposte di intervento architettonico –, conclude questa panoramica. La fine del percorso si propone come luogo di riflessione su situazioni ancora aperte, in particolare sul territorio italiano. Le 35 fotografie di Giovanni Chiaramonte, Olivo Barbieri, Paolo Rosselli, Michele Nastasi e Filippo Romano raccontano quel tempo sospeso di carattere emergenziale che caratterizza sempre di più i luoghi colpiti da guerre o catastrofi prima ancora che siano fissati i parametri della ricostruzione. Infine, una selezione delle oltre 300 proposte tra progetti, ricerche e iniziative raccolte attraverso una call durante i mesi di preparazione della mostra si offre come un laboratorio aperto, che pone ulteriori interrogativi sul ruolo degli architetti e della cultura architettonica nella ricostruzione.