Grugliasco (Torino) - intervento edilizio in via Cravero 

due edifici contrapposti a civile residenza a quattro piani fuori terra

realizzazione: Co.Ge.Or. S.r.l.

progetto: Mantovani Architetti

  

Si tratta di due edifici contrapposti a civile residenza a quattro piani fuori terra. L’intervento è costruito con l’idea di contrapporre due edifici allungati ed una corte vissuta quale giardino condominiale realizzato con almeno cinquanta essenze diverse. I fabbricati, pensati quali “bastioni” sono contraddistinti dall’uso del laterizio pieno, fornito dalla fornace Ballatore quale mattone a due sabbie di dimensioni standard ed in colore testa di moro.

Il luogo di progetto si identifica quale spazio di relazione tra la città del capoluogo piemontese ed il confine del comune di Grugliasco, posto nel quadrante ovest della città di Torino, a ridosso di spazi urbani ben definiti. La vicinanza alla città principale si pone come luogo di intersezione tra le realtà cittadine, oltre che garantire un processo di significativo rapporto tra le infrastrutture degli stessi centri abitati.

Lo spazio e le indicazioni di progetto possibili tradotte dalla scheda di PRGC, ammettono due corpi  di fabbrica addomesticati lungo gli assi viari esistenti. L’ambito si descrive quindi progettualmente come luogo in trasformazione urbana in grado di relazionare con il contesto a fronte di un processo di ristrutturazione di un ambito questo per anni insediato in un tessuto cittadino e residenziale ma avente caratteri produttivi oggi dimenticati. Lo spunto di progetto matura dalla lettura del suolo, dalla consapevolezza del concerto di presenze come assi viari e volumi costruiti, oltre e non ultima la consapevolezza ed il rispetto delle norme di attuazione registrate nella scheda normativa denominata di Piano. Da tali presupposti si muove la necessità progettuale di organizzare lo sviluppo di un volume in grado di adattarsi a tali elementi: la forma è richiamata principalmente dalle specifiche identificate nella detta scheda, ove è evidente la scelta di organizzare un costruito in grado di adagiarsi sul terreno con gli assi principali dei fronti rivolti verso la migliore esposizione – levante/ ponente; oltre che il voler fronteggiare gli assi stradali oggetto di ristrutturazione e non a caso porre il detto costruito in grado di relazionare con gli spazi edificati limitrofi quali spazi pubblici e spazi di carattere privato.

La scelta di progetto si alimenta con la necessità di dividere l’intervento in due distinti corpi di fabbrica in grado di fronteggiarsi e divisi da uno spazio a verde atto a divenire il luogo di scambio e comunicazione degli occupanti. I volumi così definiti planimetricamente si presentano “monolitici” scanditi da “bucature” costruite con la presenza di elementi verticali a scandirne il ritmo architettonico delle facciate e dei loggiati. E’ evidente che da tale spunto, si è provato a “giocare” sul presupposto, caratterizzando i detti volumi da un elemento a “filtro” in grado di porre in secondo piano - ma non meno importante – la seconda “pelle” del corpo di fabbrica. La prima “pelle” si contraddistingue quindi con la costruzione progettuale di elementi verticali immaginati come “baluardi”; elementi che hanno la consapevolezza di filtrare il contenuto del volume ammettendo una scansione precisa ed indipendente rispetto a ciò che si è progettato alle spalle.